Da: Johan Sebastian Oggetto: De donnibus cum volantibus Data: giovedi' 24 giugno 1999 Premesso che ci stanno molte donne che guidano meglio degli uomini (... premessa fatta ovviamente per salvarmi almeno in parte da un po' di contusioni varie ...), ci stanno comunque dei comportamenti tipici e standardizzati (documentati anche tra le norme ISO 9027 nonche' IEEE 3545.2) che fanno in modo da rendere molto spesso riconoscibile gia' a cinque-seicento metri di distanza un'auto guidata da membri del gentil sesso (... emmo' qualcuno rompera' le scatole sulla parola "membri" ..). ed in cui ricadono, tra le donne, una percentuale di soggetti sulla cui esatta stima sta operando un team di lavoro composto dai migliori specialisti di DOXA, ACI, Ministero dei lavori pubblici, WWF, ANSA, CGIL, CISL e UIL. Procediamo dunque ad enumerarne qualcuno tra i piu' comuni (in un ordine comunque non rigorosamente legato al coefficiente di frequenza ne' al ben piu' importante coefficiente di smadonnamento) - IMMISSIONE NEL FLUSSO : Trattasi della tipica tecnica utilizzata per svoltare in una strada che abbia diritto di precedenza. Per illustrarla facciamo un semplice esempio: l'auto A sta sopraggiungendo a velocita' sostenuta, l'auto D con alla guida Ermengarda e' ferma allo stop ad un incrocio e deve svoltare nello stesso senso di marcia dell'auto A. Il conducente dell'auto A vede da molto lontano l'auto D ferma all'incrocio e si immagina che debba svoltare, ma non si preoccupa piu' di tanto in quanto il suo cervello (seppure abbrutito da un eccesso di minerali - essenzialmente calcio, assorbito da TV, radio e quotidiani) ha automaticamente calcolato che l'auto D potrebbe svoltare con tutta calma senza che lui abbia necessita' di rallentare. Dopo diversi cicli in cui il cervello del conducente A compie questo stesso loop, diversi secondi e centinaia di metri dopo, comincia ad insinuarsi un interrogativo ("ma perche' non si muove ?") e non ottenendo risposte valide, ma solo supposizioni ("gli si e' fermato il motore", "sta aspettando un amico", "ma guarda questi zozzi che si mettono a trombare in mezzo ad un incrocio") arriva alla conclusione che l'auto D non si muovera'. In quello stesso istante l'auto D, quasi aspettando questo impulso telepatico come segnale per partire, si mette lentamente in moto frapponendosi davanti all'auto A. Qualche frazione di secondo dopo, nel cervello del conducente A, scattano una serie di allarmi e si accendono un bel po' di spie rosse, attivandosi in maniera sincrona sia i circuiti di frenata-scalata-controllosec'e'spaziopersterzare-etcetc che quelli di porca-zozza-pupazza-etcetc (in qualcuno scatta anche il cosiddetto rosario&peccata-remission control panel). Una volta rientrata l'emergenza (tranne ovviamente i casi di "incoccio" detti anche "maporcaputtanaachihastabilitocheiltamponatoe'quellochehasempreragione") il cervello di A elabora un nuovo calcolo, basato sulla minima deviazione standard rispetto alla media dei coefficienti di accelerazione delle auto, in base al modello cilindrata e colore di quella che si sta osservando ed alle accelerazioni "di norma", in base al quale il conducente A si sta basando per non basarsi su una frenata eccessiva e basata sullo spiattellamento del pneumatico (...), calcolo che comunque va di nuovo a puttane in quanto davanti a lui "quella" non ne vuol sapere di camminare, e quindi si attiva un secondo ciclo in parallel processing di frenata e di smadonnamento. Esaurita questa fase, normalmente ne subentra una terza, detta di "sorpasso-con-corna", o meglio detta di "tentativo-di-sorpasso-con-corna", in quanto, esattamente nell'istante in cui l'auto A sta accelerando e si e' completamente spostata a sinistra per sorpassare, avviene la tanto prima attesa accelerazione dell'auto D, cosa che fa saltare anche il circuito di smadonnamento del conducente A, il quale, nel 50% dei casi va in overflow ed esaurimento del calendario, mentre nel restante 50% rientra la rimanente casistica (molto varia, va in sintesi dalla crisi isterica a quella mistica fino alla reazione apatica detta "noncipossocredere" o detta anche "da cozza") - PASSAGGIO AL SEMAFORO : L'auto A si trova dietro all'auto D (si, sono le stesse di prima) ad un semaforo, in coda a diverse altre macchine. Scatta il verde, il conducente A vede partire la prima macchina della fila e via via le altre. Il suo cervello (si, sempre quello abbrutito) comincia quasi inconsciamente a sincronizzarsi col ritmo quasi isocrono delle partenze e prepara il sistema muscolar-meccanico a partire al proprio turno, e tutto preso in questo ingranaggio ingenuamente non valuta un elemento essenziale che il suo campo visivo dovrebbe suggerirgli e fargli cambiare la valutazione dell'istante che aveva calcolato per partire. Tale elemento e' ovviamente costituito dalla sagoma delle due donne che nell'auto D stanno chiacchierando amabilmente. In pratica l'auto D, acquisita una certa distanza di sicurezza rispetto all'auto che la precede (in media 50 o 60 metri) si decide a partire molto lentamente con incollata dietro l'auto A il cui sedile del conducente comincia ad intridersi di sudore (tranne i modelli con sedile in pelle, in cui invece scorre di lato) e continua sempre lentamente a procedere verso il semaforo che il conducente A continua ad osservare con sempre piu' ansia, ansia che si tramuta quasi in angoscia quando vede accendersi la luce gialla, sempre pero' con l'attesa che ci possa essere da un momento all'altro una qualche accelerazione della macchina D, angoscia che diventa poi frustrazione nel momento in cui si rende conto che l'accelerazione non ci sara' e che non ce la faranno piu' a passare, frustrazione che diventa infine un qualcosa che la scienza non sa ancora definire nel momento in cui vede l'auto D passare tranquillamente col rosso, con le due donne che continuano amabilmente a chiacchierare e con lui che si deve fermare perche', anche volendo passare col rosso anche lui, non ci riuscirebbe, in quanto quelli dell'altra strada col verde stanno gia' passando (e sono in tanti). - RIPARTENZA : E' un caso minore, rispetto ai primi due, e non c'e' neanche bisogno di dilungarsi molto. Diciamo che potrebbe benissimo rientrare tra le leggi di Murphy. In pratica si tratta del caso in cui l'auto D sta ferma in coda e la A sta sopraggiungendo. Mentre A rallenta vede che le auto davanti stanno ripartendo e calcola (con sollievo - cfr. Sigmund Freud - "Il rapporto di amore ed odio con il proprio pedale del freno e correlazioni col complesso di Edipo" - ed. Laterza) tramite sempre il proprio circuito di previsione stocastica rispetto alla teoria delle partenze isocrone (cfr. il caso precedente di "Passaggio al semaforo"), calcola, dicevo, di non doversi fermare completamente e continua a rallentare attendendo l'imminente partenza dell'auto D, attesa che cresce in maniera proporzionale alla distanza ormai abissale dell'auto D rispetto a quella che la precede, fino ad arrivarle a pochi millimetri dal posteriore ed a dover arrestare completamente la propria macchina nello stesso medesimo istante (istante murphyano) in cui l'auto D si decide a partire. - SORPASSO : (Questo e' in pratica un assioma) Normalmente quando un'auto D guidata da una donna che procede su una strada a due corsie ad una velocita' di crociera inferiore ad un'auto A che le arriva da dietro, nel momento in cui non vengono altre autovetture nella corsia opposta, in cui la visuale e' sufficiente per valutare con esito positivo la possibilita' del sorpasso ed in cui, condizione indispensabile, l'auto A ha effettivamente deciso di sorpassare ed ha iniziato a farlo, l'auto D tende spontaneamente a spostarsi sensibilmente verso il centro della carreggiata e ad aumentare considerevolmente la velocita' di marcia. - SOSTA IN DOPPIA FILA: (Teorema) Quando in una strada c'e una coda di macchine parcheggiate in doppia fila tutte su un lato di una strada cittadina, la macelleria da cui si serve la signora dell'auto D, davanti a cui lei si ferma in doppia fila il tempo di fare la spesa, si trova sempre sul lato opposto alla fila preesistente. ... ------------------ Questo e' solo un estratto dalla bozza di relazione finale dello studio che si sta conducendo sulle strade italiane e che verra' presto pubblicato a cura di TuttoUncinetto e di Uomo Vogue. - J.S. - P.S. - Mi scuso (con chi so io) per la pigrizia dimostrata datosi che non mi va di correggere tutte le parole come "accelerare", "accelerazione", etc ..., in cui non mi sono accorto dell'errore, e sostituirle con "accellerare", "accellerazione", etc etc ... P.P.S. - Qualcuno mi chiedera' "perche' hai sempre usato come esempio le auto A e D e non, per esempio, A e B ?" ... ... al che io rispondo "sono fatti miei" ... cia' Johan Sebastian ________________________________________________________ se per qualche ragione questo messaggio non dovesse esservi arrivato, avvertite "rossetti@sincon.it" e vi sara' rispedito al piu' presto.