Da: Andrea Luigi Meneghini Oggetto: Fisica del terzo millennio Data: marted́ 14 luglio 1998 14.20 Proprio ieri un mio amico e' ritornato da un viagggetto nel 2050. Gli avevo chiesto di portarmi alcune copie arretrate della Gazzetta del lunedi' ed invece lui (sto cretino) mi ha portato un opuscolo intitolato "Compendio di fisica delle particelle per gli asili infantili" Considerando l'attenzione che questo genere di problemi trova su questo niusgruppo, ho pensato di farvene una sintesi, anche perche' magari ne salta fuori un nobel che poi ci facciamo una cena di ihu come dio comanda. Da quanto scrive il libello, sembra infatti che esistano una notevole quantita' di particelle che a tutt'oggi non sono ancora state scoperte. Eccone alcune. Piriponzini Si tratta di una particella di carica non identificata, prodotta dal decadimento di alcuni atomi di piriponza. Il segno della carica dipende essenzialmente dalla quantita' di piriponza che viene utilizzata per l'esperimento. Dal testo si evince che i piriponzini devono la loro esistenza ad una affermazione nota come "bello carico". In realta' risulterebbe che i piriponzini siano soggetti a leggi fisiche del tutto arbitrarie. Infatti non si puo' applicare ad essi alcuno dei contetti della fisica finora conosciuta. Essi non assumono ne' struttura di onde elettromagnetiche, ne corpuscolari, ma somigliano piuttosto ad una struttura del tutto casuale, collegata in qualche modo ai sensi unici della citta' di Padova. Non ho trovato alcuna indicazione relativa a chi e come vennero scoperte queste particelle, ma esiste un riferimento ai lavori di un tale Paolo Levi Sandri, coaudivato da un non meglio identificato "Carlo". Bisoni Nell'analisi spettrale dell'emissione di una supernova esplosa nei dintorni di Civitavecchia attorno alla fine del XX secolo furono trovate tracce di queste particelle. In effetti nessuno ha compreso la loro origine, in compenso si verificarono immediatamente alcune caratteristiche che hanno permesso poi di catalogare queste particelle come estremamente singolari. Risultano infatti piuttosto inclini al brontolio, incazzerecci ed hanno tempi di decadimento piuttosto lunghi (sull'ordine dei miliardi di anni). Il grosso problema relativo all'osservazione di quste particelle e' la loro tendenza a spaccare i marroni per cui il ricercatore che volesse intraprendere una ricerca in qesto senso e' consigliato di ingerire alcuni bottiglioni di Valium o, al meglio, fornirsi di un apposito apparecchio, emettitore di una radiazione elettromagnetica particolare che trasforma il Bisone in oggetto facilmente studiabile, docile e disponibile. Il testo definisce questo strumento come "Telecomando" Sottoprodotto del Bisone e' il furck! Lo strano e' che, pur emettendo una notevole quantita' di furck! il Bisone non ha perdite di massa significative, rimanendo ancorato ai suoi 90 kg. standard. Significa che il furck! ha massa non significativa? Il libretto non ne parla e lascia l'interrogativo aperto. Peppione I recenti studi sulle emissioni elettromagnetiche delle aurore boreali norvegesi hanno dimostrato la presenza di una radiazione anomala, la cui componente fondamentale risulta essere un sottoprodotto della Sguillina. L'irradiazione con particelle pesanti (Bisoni e ALMoni (vedi seguito)) della Sguillina, oltre ad una notevole dose di diarrea, comporta l'emissione non programmabile di alcuni Peppioni. Caratteristica fondamentale di questa particella e' che tende a risalire il corso del tempo a velocita' casuale e pertanto risulta di scarsissima visibilita'. Dobbiamo la scoperta del Peppione al Dott. Ole Pepp Cortessen che ne rilevo' le tracce all'interno del buco del culo di un iguanodon ipagliato conservato presso il Museo di Paleontologia di Oslo che stava cercando di trombarsi. Sembra infatti che i Peppioni vengano attratti dall'orfizio anale degli iguanodon, e che, una volta introdottivisi, siano destinati a restarvicisi. Ole Pepp Cortessen tento' di spacciare questa scoperta come la ragione della scomparsa dei dinosauri, ma sembra che, a parte Drillo Olsen ed alcuni norvegesi in mutande, pochi se la bevvero. Carlioni Le informazioni su questa particella sono scarse e piuttosto confuse. In effetti sembrerebbero il sottoprodotto del decadimento di alcuni Piriponzini, ma la cosa non e' stata provata. I Carlioni sono infatti quanto di meno comprensibile la moderna fisica tenti di osservare (al confronto il programma politico dell'UDR vi sembrera' elementare). Sembra infatti che essi derivino dal decadimento di una notevole quantita' di Elio (e le storie tese) assieme ad una emissione di LSD (Lascia Stupidi Dopo) prodotto nello scontro tra supernove e buchi neri. I Carlioni hanno enorme difficolta' a riprodursi perche' la loro labilita' li porta a non sfruttare al massimo le occasioni che loro si presentano. Tendono infatti a registrare, fotografare, analizzare, ma poco a trombare... Sabbadioni Durante l'esplosione nucleare che distrusse i resti di quella che era considerata la macchinetta mangiasoldi piu' costosa d'Italia gli scienziati incaricati di scoprirne le cause notarono una strana radioattivita' in quello che una volta era stato un ufficio progettazione. Sembra che la collaborazione tra gli senziati del Cern, la Nasa, l'Agenzia Europeo per l'Energia Nucleare e l'Azienda Autonoma della Netezza Urbana di Torino abbia potuto appurare che la disastrosa esplosione sia stata dovuta all'interferire di un due di picche con la tensione superficiale di due contenitori che si presume appartenessero ad un certo Rick Sabbadin. I Sabbadioni tendono ad essere attratti dal campo magnetico sviluppato dalla cavita' carica elettricamente di un'infermiera che si presume sia stata causa del suddetto due di picche. ALMoni La scoperta degli ALMoni e' dovuta ad un inconveniente verificatosi nel collegamento tra tappo e bottiglia di un eccellente Primitivo di Manduria. Infatti gli ALMoni tendono ad evitare le camere iperbariche, ma a frequentare molto i bar (senza cammelli, ne pazzi da 30cm), i ciclotroni e cazzate simili in quanto subiscono una forte attrazione da parte del pinot grigio, del clinton, del merlot e del cabernet. Fu' solo per una bottiglia che fu' per errore lasciata dal nostro Prof. PLS nella camera a nebbia del ciclotrone (aveva proposto ad una sfinzia di farlo in un posto particolare) che fu' possibile identificare questa particella. Infatti, pur non lasciando traccie di alcun tipo, l'ALMone venne scoperto per il grido: "Ma come si fa' a lasciare andare a male una bottiglia di vino!" che emise quando si accorse che la bottiglia, appena assaggiata (PLS aveva beccato l'ennesimo 2dp) era rimasta li. Da allora tentarono piu' volte di ricuperare altri ALMoni, ma evidentemente si erano spostati in un'altra dimensione, o forse in un altro bar... Trevioni I Trevioni hanno fruttato al nostro PLS il nobel. Per poterli individuare, infatti, il nostro ha dovuto mettere nella camera del ciclotrone: 1) un bar comprensivo di barman 2) un cammello morto rigorosamente di profilo (non avete idea di quanto sia stato difficile mettere di profilo il cammello morto) 3) un iguanodon pieno di Peppioni 4) Tutti i Carlioni disponibili sul mercato 5) Un Trev (L'esperimento e' stato successivamente ripetuto con successo usando un Jojo, ma a noi qui interessa poco) Il Trevione infatti e' osservabile SOLO alla presenza di questi fattori, che, tutto considerato, possono venire in mente solo a colui si sia sottoposto ad una eccessiva dose di Piriponzini. Infatti il Nobel a PLS venne assegnato per la letteratura e non per la fisica... Caratteristica del Trevione e' una scarsa capacita' di comprendere la realta' del tutto virtuale di una situazione che Heisenberg avrebe definito con un: "Ma chi si e' fumato la mia piriponza?". P.S. Chiedo venia per qualsiasi riferimento io possa aver imbroccato con persone e fatti realmente accaduti. -- Andrea The Troll Meneghini La storia della Guida galattica per gli autostoppisti e' una storia di idealismi, lotte, disperazioni, passioni, successi, fallimenti ed intervalli per il pranzo enormemente lunghi. Douglas Adams