Da: Paolo Levi Sandri Oggetto: selosemo ribunIHUelato Data: venerd́ 17 luglio 1998 9.21 Pellegrinando verso Santiago de Compostela lungo la "Via Lattea", non e' dato, ad ogni sosta, di non imbattersi nell'inaspettato. Bunuel ci inaspetta viaggiando attraverso le eresie che costellarono la storia del cristianesimo e la lotta delle quali contro il dogma ha tanto, seppur involontariamente, contribuito a rendere ameno il trascorrere del tempo, non foss'altro che per gli allegri falo' che qua e la' rallegrarono la peraltro grama esistenza dei popolani del tempo, erudendoli contemporaneamente all'obbedienza attraverso il convincente spettacolo degli autodafe'. Nel nostro ben piu' modesto caso, nonsensandoselo, l'inaspettata sosta dei nostri pellegrini, Carlo Quarto detto il Colpevole e Johan Sebastian altrimenti conosciuto collo pseudonimo di Bach, ci eraclitizzera' (eraclito, eraclitai, eraclitato, eraclitandoselo, eraclitare) in una locanda del Perigord, nelle immediate vicinanze delle famose grotte che peraltro non c'entrano niente in tutta la faccenda e di cui non parleremo oltre. Incamminatisi da Parigi (come da copione) per motivi diversi lungo la via dell'espiazione e dell'introspezione, i due entrano nel locale dove, intorno ad un tavolo, siedono il Fisico ed il Non-fisico, cui ognuno di voi potra', in tutta tranquillita' e serenita' d'animo, attribuire il volto e le fattezze nonche' l'accento che maggiormente aggradano, coll'intento di mendicare un po' di cibo nonche' di scaldarsi le articolazioni. L'ostessa risponde al nome di L'Aura e si trova, al momento dell'ingresso, dietro al bancone dove va rimestando un pate' di lepre. Interroga: - che volete? - Un pezzo di pane, dice il Colpevole, e magari un bicchiere di vino. - Venite. Li invita ad entrare. Dove andate? - A Santiago, rispondono in coro i due. - Uh! con questo tempaccio! Sedetevi. Si siedono. Al tavolo accanto ferve la conversazione. - Comunque, Dio non gioca a dadi coll'universo, sembra concludere il Non-fisico, lo disse anche Einstein, sottolinea. - Gia' il fatto che diciate dio colla maiscola e Universo colla minuscola mi lascia, francamente, un po' perplesso e leggermente pessimista riguardo al futuro del genere umano suscitando in me amare considerazioni ma, apparte cio', beh Einstein... - Come sarebbe a dire: beh Einstein... -...sbagliava, lascia cadere li' il Fisico dopo aver sorseggiato dal bicchiere di Bordeaux ed averne,come dire, tratto ispirazione. - Allora, incalza l'altro, mi spieghi, per cortesia, come e' possibile che una particella si comporti anche come un'onda. L'ostessa, che sta passando in quel momento e che ha sentito la domanda, non riesce a non intromettersi: - Io dico sempre che l'onda sta nella particella cosi' come la lepre sta nel pate' di lepre, dice mostrando il piatto. - Oh! Nonono! Questo e' un errore gravissimo vede, una interpretazione arcaica, direi quasi ingenua del mondo quantistico, dice infervorandosi il Fisico. Ma quando introduciamo la seconda quantizzazione allora tutto diventa chiaro. L'onda e' la particella , la sorgente e' il campo, e viceversa naturalmente! una continua direi...transustanziazione, aggiunge assumendo un'aria trasognata. I pellegrini un po' ascoltano, un po' ammiccano, senza capire granche' del discorso. Stanno mangiando pane e formaggio. - Voi scienziati, rinfocola la discussione il Non-fisico, siete troppo fiduciosi sulle possibilita' della vostra, chiamiamola cosi', arte. E tutti i misteri irrisolti? E la comparsa della vita? della *coscienza*? Le diatribe sull'evoluzione? eh? - Mah! le cose sono ormai chiarite. E di conseguenza tutti gli scienziati sono evoluzionisti. - Come tutti? - Tutti! vaticinia. Il Non-fisico rimane un po' perplesso, cosi' come lo rimane l'ostessa che, colla scusa di ripulire un tavolo, era rimasta nei paraggi. - E i catastrofisti allora? come la mettiamo? - Sono evolozionisti, e' ovvio. - E i creazionisti?? - Evoluzionisti, pure loro. Anche di piu'. Si fa silenzio. I due pellegrini si guardano stupefatti. Il Non-fisico osserva con aria meditabonda il the' della sua tazza. Il Fisico beve un altro goccio. In lontananza, tra i rumori del temporale, si ode il suono acuto di una sirena. - Un momento! esclama d'un tratto il fisico, ho avuto un' idea! ma certo! sono *sicuro*! - ... - ... - L'onda sta nella particella cosi' come la lepre sta nel pate' di lepre! e' *evidente*! - Ma come? sembra indignarsi il Non-fisico. Se prima asseriste il contrario! - Lo asserii? - Fu cosi'. Il Fisico si alza e con molta calma rovescia il resto del suo bicchiere di Bordeaux sull'abito del Non-fisico che rimane basito. La sirena si fa dapprima piu' vicina poi si spegne di colpo. La porta viene aperta ed entrano, vestiti da infermieri, Simone (detto Er Millanta) e Antonio Biso (detto Er Lapperone). - Professore! e' scappato di nuovo. Dice Er Millanta. - Volevo solo fare un giretto, si giustifica mortificato il fisico. - Andiamo, andiamo. Gli mettono la camicia di forza. - Ma e' proprio necessario? mi conoscete... - E' proprio perche' la conosciamo. Er Lapperone lo porta via. - Ma e' davvero un fisico? domanda l'ostessa. - Si', conferma Er Millanta uscendo, ma gli e' andato in pappa il cervello durante un esperimento. Pare, si narra, si sussurra, si bisbiglia, si ventila addirittura, che abbia osservato la violazione di CPT. - Oh no! esclamano tutti i presenti in coro. - Si' invece. Poi rivolgendosi al Non-fisico: l'avete contraddetto? - In un certo senso, si'. - Ne ero sicuro! Esce. L'ambulanza allontanandosi manda a perdere il suono della propria sirena, ora ovviamente piu' grave di prima, nella bruma del dopo temporale. -p-