Da: Andrea Luigi Meneghini Oggetto: Per un movimento di pensiero e di lotta Data: domenica 25 ottobre 1998 21.03 Una grande iniziativa di discussione e di lotta. Eravamo nel luglio 1998, proprio il giorno dell'ingresso in campo della nazionale di calcio. Nel giardino normanno in cui il nostro Stato Maggiore, privo di tope, si cullava nell'ozio, noi rimuginavamo la causa della defaillance. "Dobbiamo dunque credere che la topa ci ha ingannato?", mormoro' uno di noi... La conoscienza della topologia, la trasformazione di una base teorica ormai frammentata e ampiamente rimaneggiata in una chiara percezione delle involuzioni manual-onanistiche delle nostra societa' rende necessario un momento di riflessione e di dibattito volto alla riscrittura del Manifesto del partito topacista, base ideologica del movimento topocreatico e strumento di lotta per tutti coloro che vedono nella topa il futuro di quest'umanita'. E' da questa considerazione che noi topocratici tutti, dalle frange buoniste della cmpagna parmense, ai nuclei topaceiros della clandestinita' apuana, dobbiamo iniziare una profonda riflessione sui temi del nostro topa-pensiero. E' la topa il fine ultimo o piuttosto il mezzo? E' il nostro scopo l'eiaculazione, per quanto ritardata, procastinata o piuttosto il piacere in senso lato, anche quello di ammirare un sorriso topico, beffardo, magari di labbra (grandi, piccole o rosse) sporche non di latte? E' il nostro scopo il raggiungimento del piacere personale, il superamento del quotidiano due di picche o piuttosto la crescita dell'entropia topesca universale? E' giunto il momento di interrogarsi, topaceiros, compagni duedipicchettisti, transfughi di Rifondazione Topa, clerical-topici de La Solita, incalliti millantatori e giovani ipovedenti tutti, sul chi siamo, dove andiamo, chi trombiamo, perche' e specialmente quanto. E' necessario che dopo la grande rivoluzione culturale del '68 venga il 69. E' evidente, topaceiros (mi scusino gli altri se mi riferisco ora per brevita' solo agli esponenti del movimento che piu' mi vede vicino) la necessita' di un'ampia partecipazione da parte di coloro che con la loro esistenza danno un significato alla nostra idea. Essenziale percio' all'interno di questa discussione la presenza costruttiva e la partecipazione attiva al movimento delle nostre compagne/amiche/pischelle/caccacazzi/gnocche/moglsou (scusatemi e' una parola che mi fa' incazzare e non riesco scriverla) e comunque esponenti di sesso femminile, mezzo e scopo del nostro movimento. E' a questo scopo che lancio la proposta di una conferenza di organizzazione a cui invitare tutte le forze dello schieramento topocratico che si ponga gli obbiettivi di 1) trombare 2) buttare le basi per un'organica revisione del topa-pensiero 3) determinare una base ideologica comune 4) definire una dichiarazione programmatica comune 5) trombare 6) costituire un comitato centrale ed una comissione centrale di controllo 7) trombare Il giorno della vera rivoluzione, quella topesca, si sta avvicinando a grandi passi e noi che ne siamo le avvanguardie dobbiamo essere pronti ad assumere il ruolo che la storia ci assegna. L'egemonia culturale delle avvanguardie della classe topesca da sola potra' aggregare ai nostri programmi forze che le forze della conservazione sessuofobica tengono ancorate davanti ai televisori o alle chat online. E da qui parta il nostro appello, il richiamo a tutte le forze di progresso del mondo occidentale, orientale, australe ed anale per una comune politica di sano trombamento e di costruttivo ed intenso e frequente rapporto sessuale. Evviva la topa, eviva il movimento topocratico mondiale. Compagni avanti il gran partito noi siamo dei trombator rosso un fiore in petto e' gia' fiorito una gnocca chiaviamo ancor Lo facciamo giu' nelle officine sulla terra, nei campi, al mar La plebe senza la topina e un ideale in cui sperar Su cambiam l'ideale nostro al fine sara' trombar come un maiale, futur d'umanita', Su trombiam, l'ideale nostro al fine sara' ma senza farsi male, in culo a chi vorra'. -- Andrea The Troll Meneghini Nulla puo' disturbare un uomo che beve il suo bicchiere di vino Anonimo Lyonese del XVII sec. Vista in un'osteria di Lyon.