Da: Andrea Luigi Meneghini Oggetto: Mi ricordo.... Data: domenica 26 aprile 1998 19.46 Scrive quel pirlone di Riccarcdo Campana: >> Ah, Waterlooo... Cazzo che botte... >cutcut >Nonno, mi racconti di quando fosti soldato di Giulio Cesare? Prima di tutto io non sono tuo nonno, e poi trattalo bene, che abbiamo fatto la campagna di russia assieme, con tuo nonno...ostia! E poi io con Giulio Cesare non ero un suo soldato, ma ero suo amico. Vuoi che ti racconti come e' andata? Aspetta, mi verso una birretta, mi mangio due bucatini, mi faccio una scopata ... no quella non mi viene (porcacc... ste mogli... mai pronte quando serve...). Beh, meglio lasciar perdere la preparazione psocologica e cominciare a raccontare. Correva l'anno... ma dove corri gli dico io... beh, insomma, gli scappava ed e' dovuto correre, cosi' e' arrivato il 52 a.C. Che poi noi allora mica sapevamo che era il 52 a.C. perche' C. non era ancora mica arrivato, per cui era un'anno come gli altri, ma nell'aria c'erano gia' le premesse che qualcosa di grande stesse per succedere. Sto cazzone di GC (no, non e' Giancarlo, e' Giulio Cesare) se ne stava li' a guardare il paesaggio francese dalla cima di una collina, di fronte si ergeva (si fa' per dire) la citta' di Alesia... Erano circa 2 settimane che erimo li'... GC ci aveva portati, i soliti amici, Caius, Tizius e me (Sempronius era a casa con le vene varicose) per andare a cena a quel ristorante tre stelle Michelinus che c'era giusto la'. Io ci avevo detto. 'A Giu', vedi di prenota' che non ci succede come all'Olionado che ce fanno la pasta alla scheggialatrinae' e lui, il solito spaccacazzus: "A Andre' ecchettestai a di'...a GC de Roma un posto jeo troveno anche se arrivamo senza prenota'" "Ok GC, ma se poi nun c'e' posto, che fammo?" " E ce n'andremo da nantra parte a farce du bucatini e a trombarce du matronae, checcazzus". Io lo so che GC dice sempre cosi', ma che da quando s'e' lasciato con Creo (quale Creo?, aho rega' ma me tocca proprio de divve tutto, me tocca. Creopatra, quella extracomunitaria che c'aveva du' zinne come du meloni, e tirava di quelle pompe da infarto, ecchisenno?) e' diventato uno scassamarones pazzesco. Insomma, per farla breve (strano sta frase mi richiama alla memoria una notevole sete, aspette che butto giu' un sorso...) arriviamo ad Alesia e cerchiamo di entrare Chez Catrinetorix, la taberna con le tre stellae. Entra per primo, come sempre GC, dopo aver parcheggiato la X Legio nell'apposito parcheggio (la mancia al parcheggiatore gliela devo sempre dare io. Sto ragazzo non e' tirchio, ma de ste cose se ddimentica), e un pirlone grande e grosso, sara' stato almeno 185cm di altezza e 100 kg. de peso (il mio opposto insomma 100cm di altezza e 185 de peso...) gli fa': "Le monsieurs han prenotez?" GC si gira e mi dice" Cazzo dice questus?" (mai stato forte con le lingue, Giulio...nun c'era abbituato). Io gli dico " Il bischerus chiede se abbiamo la prenotatio, GC. Te l'avevo detto che ce voleva. Quan non semo a trasteve. O sai come sono sti Galli!" "Ma vaffanculus - mi fa' GC - Adesso vedi come too sistemo io, sto gallus del cazzus, hahaha...". E je fa' "A gallus, io so Giulio Cesare de Rroma e quanno o dico io, er posto se trova" Il maitreottantacinq (chiamarlo solo maitre mi pareva riduttivo) gli risponde "Excousez monsieur zesar, ma nous non avons l'abitude de traiter avec des bourens comes vous, ici. Abbandonez sivouilplaise cette local monsieurs". Credo che anche i piu' cogliones di voi abbiano riconosciuto in questa frase quell'arroganza tipica del francese parvenu' per cui non mi perdo nella traduzione della stessa. GC a quel punto dice la frase classica "Vae victis...e beccate sto papagno, gallus del cazzus" e gli rifila un papagno moscio come una mozzarella di bufala con la colite... Il Maitreottantacinq allora gli dice "Oui, je sui Caterine Deneuve in un des sous meilleurs traverstissemants: Vercingetorix" e, preso il GC per il gonnellino (quel gonellinus era un vezzo che GC aveva introdotto perche' dopo ogni suo discorso i legionari si lamentavano perche avevano due pallae grandi cosi'. Allora lui, invece di eliminare la causa, ha ridotto gli effetti, fornendo agli attributi appunto quei tragicomici gonellini corazzati. Erano una cosa terribile. Le stecce naturalmente s'infilavano tra i marrones quando si correva e ne son morti piu' per il gonnellino che per le lance nemiche. Dal punto di vista 'igenico', poi, se erano accettabili d'estate, d'inverno per trovarlo (chi dice cosa lo stendo...) ti facevano cercare per venti minuti l'attrezzus orinatoriis e poi ti servivano le pinzette per farla, come succedera' normalmente tra ca 2 millenni ad uno di Pisa, un tal Simone, mi pare...) lo scaraventava fuori sulla strada. GC, appena atterrato sul cocige, salta su come se avesse le mollae al culo e comincia a dire "Teneteme, teneteme che o sfracello". Allora io, Tizius e Caius prendiamo GC per le braccia e io je dico "A Giu' annamocene da nantra parte e fammoce na pizza e du battone, come avemo detto, e lassa perde sti burini che te vengheno 23 ulcere 9strano questa storia mi ricorda qulcos'altro...mah...)". e lui: "Cor cazzus che lasso perde'. Mo je faccio vede chi e' Giurio Cesare de Rroma" e radunata la Xma comincia a marciare contro la porta del locale. Il maitreottantacinq allora chiude il portonem e sbatte fuori un cartello con scritto "Comple'. E son quindici giorni che siamo qui a razioni K per aspettare di mangiarci il pate de fois grass in quel cazzo di locale. Cesare e' li' che continua a guardare dalla collina e a dire "Cor cazzus che me ne vado. Ecchessecrede quello: io veni, vidi e pareggiai (i testi di storia la contano diversa, ma credetemi, io c'ero, disse proprio cosi')". Intanto la Xma s'era organizzata e marciava avanti ed indietro davanti al locale perche' gli esperti di guerra psicologica dicevano che era il modo piu' veloce per costringere quegli stronzi a riaprire il locale. Ma sappiamo tutti bene a cosa servono gli esperti e difatti alcuni vennero immediatamente utilizzati come pet-food per i cuccioli di GC, altri finirono i loro giorni a pulire le latrinae dei piu' schifosi castra britannici) Poi Cesare si spazienti, e dopo due testugini e tre quadrati, decise di spianare il locale a colpi di catapulta. Trenta secondi dopo abbiamo estratto Caterine/Vercingetorix da sotto le macerie e se lo semo portati a Rroma, dove, dopo averlo preso pel culo QB, e' andato a mezzo servizio presso 'na famiglia dei Parioli. Dicheno, e ripeto dicheno, che poi se lo/a sia trombato/a un certo Paulus Levius Sandrus che per i/le francesi aveva un debole, ma e' una storia cui non credo molto e che se vuolete potete leggere nel testo "Trombanda Carthago" che immagino sia in tutte le vostre librerie. No? Ma cazzo leggete oltre a Le ore, voi? SEnto gia' la vostra domand, retorica s'intende, perche' sapete bene che il vostro ve lo avrebbe detto in ogni caso: e io cos'ho fatto in tutto sto casino?. Beh, avevo le mani impegnate sulle tette di una bonazza gallica e mica potevo perdere tempo con sti puttanate... Si, me la sono trombata, allora mi riusciva ancora. Chi era? Nonno', questo non ve lo dico: oni son qui mal i pans. Cosa vuol dire? Non lo so', ma ci sta bene, come disse un'altro che ho conosciuto... ...ma questa e' un'altra storia e ve la raccontero' un'altra volta... se sopravvivo a questa... -- Andrea The Troll Meneghini Ognuno deve credere in qualcosa: Io credo che mi berro' un altro bicchierino Filosofia di Steele