Da: Antonio Biso Oggetto: Con l'arbitraggio si tromba!!! Tiè Data: giovedì 14 gennaio 1999 12.34 Dedicato a tutti coloro che sfottono, parlano di supposte corna, ecc. ecc. e che ora devono rosicare da matti... Ieri vado ad arbitrare una partita di calcetto, sulla carta una palla immane! Sono stanco morto, perchè la giornata in ufficio è stata pesante, ma mi tocca andarci anche se mi si chiudono gli occhi dalla stanchezza. Inoltre fa un freddo cane, e me ne sarei stato volentieri in albergo al calduccio. Arrivo, vado negli spogliatoi e mi cambio. Mentre aspetto i dirigenti con i documenti mi rilasso sulla sedia e un dolce torpore mi avvolge. TOC TOC: bussano alla porta. Vado ad aprire e...sorpresa! il dirigente della squadra ospite è una splendida fanciulla di 20 anni, bionda, occhi azzurri, du' bocce da paura, insomma ASSOLUTAMENTE trombabile... La signorina mi da i documenti, e poi comincia a fare uno strano discorso, che la partita è importante, si giocano la promozione e devono IMMANCABILMENTE vincere, e, nel far questo, il suo viso si avvicina sempre più al mio, la sua bocca schiusa è un colpo al cuore (e a qualcos' altro più in basso), ma.. TOC TOC: era l'altro dirigente con i suoi documenti, la magia si interrompe in un attimo e la dolce fanciulla si ricompone e mi saluta dicendomi: "Ci vediamo sul campo!" con un tono stile : "A casa mia o a casa tua?" Sono molto turbato, non so cosa pensare, avrò capito male io o la topolina mi si stava offrendo? No, non è possibile, meglio pensare alla partita, tanto sarà una palla. Mi sbagliavo! Partita tiratissima, altalenante, in vantaggio prima uno poi gli altri in un continuo rincorrersi. Qualche ammonizione per calmare gli animi, poi la gara si incattivisce e devo cacciare un paio di giocatori per parte. Siamo quasi all'epilogo, manca un minuto, il punteggio è di parità e la panchina della squadra della bionda è in fermento, troppo direi! Mi avvicino per richiamare i giocatori della panchina ad un comportamento più consono ma la signorina mi viene accanto e mi sussurra in maniera inequivocabile: "Saprò esserti grata, stanotte!" Stavolta non mi sono sbagliato, l'invito è stato chiaro. Riprendo il gioco, azione confusa in area degli avversari della bionda, intervento in mischia pulito sul pallone, ma io, ZAC!, colgo l'attimo e fischio il rigore. Le proteste si sprecano, ma io sono inflessibile: il rigore viene battuto e segnano. Faccio finta di far riprendere il gioco, ma subito fischio la fine: hanno vinto. Nello spogliatoio ripenso a quello che avevo fatto, convincendomi che in fondo il rigore ci poteva stare, ma mi rammarico perchè ho violentato la mia correttezza per un qualcosa di effimero, che non si sarebbe concretizzato. TOC TOC, saranno i dirigenti che vengono a ritirare i documenti. Apro ed è la bionda, radiosa in volto. Chiude la porta dietro di sè, e mi butta le braccia al collo togliendomi il fiato con un bacio interminabile. "Manterrò la mia promessa" mi dice con un sussurro, "e ti assicuro che non sarà un sacrificio per me!". Poi scivola via. Mi cambio, con la mente in subbuglio e sentendo ancora il sapore dolce delle sue labbra. Le sue parole mi riecheggiano in testa: "Manterrò la mia promessa!" e la spada comincia a sguainarsi... eh eh eh Esco dall'impianto quando ormai sono andati via tutti e mi dico: "Lo sapevo, era tutta una presa in giro!" E invece no! Era lì, sulla strada, e mi faceva cenno di seguire la sua auto. Lo faccio e i pochi chilometri che mi separano dalla sua casa mi sembrano interminabili. Finalmente arriviamo e mi fa accomodare nella sua mansarda, elegantemente arredata e dalle luci calde e soffuse. Non c'è il camino e la pelle d'orso, ma è meglio non fare troppo gli schizzinosi in questi casi. Finalmente il momento è giunto. Ci liberiamo in un attimo dei vestiti e ci gettiamo sul suo letto, avvinghiati. E' una maestra nell'arte dell'erotismo e soprattutto è insaziabile. I nostri amplessi si susseguono ininterrottamente per due, tre ore e anche quando la immaginabile stanchezza sembra prendere su di me il sopravvento, ci pensa lei, con le sapienti mani, la calda bocca e quant'altro a "tirarmi su" e a farmi riprendere. Fantastico! Forse stiamo anche facendo troppo rumore, ma che importa del rumore, che importa dei vicini, che importa del mondo intero? Ci siamo io e lei, rinnovando e celebrando degnamente il meraviglioso rito del sesso. TOC TOC: "Accidenti, forse abbiamo veramente fatto troppo rumore, qualcuno si starà lamentando" TOC TOC, "Signor arbitro?" "Che fai, ora mi chiami Signor Arbitro?" esclamo sorridendo, "è un nuovo giochino?" TOC TOC, "Signor Arbitro, i documenti!!!" Ho un sussulto, e quasi cado dalla sedia. Mi ero assopito ed avevo sognato tutto!!! Ritiro i documenti tristemente. Il dirigente donna c'era veramente, ha 20 anni sul serio (l'avevo vista entrando e forse questo mi aveva suggestionato) ma non è niente di eccezionale e soprattutto non mi sussurra nulla. La partita è uno schifo e finisce 20 a 2. Fa un freddo cane e soprattutto, sfidando tutte le leggi della fisica termica, se all'esterno ci sono 2 gradi, dentro il pallone dove giochiamo ce ne sono -2. Verso la fine non riesco quasi a scrivere i gol, da come ho le mani assiderate. Non mi aspetta nessuno, fuori dall'impianto, tanto meno una dolce ventenne vogliosa e me ne torno tristemente in albergo. Per concludere degnamente... i canali porno dell'albergo sono guasti! Bah, che vitaccia quella dell'arbitro.... anzi no...che vitaccia... Antonio