Da: Riccardo Campana Oggetto: C'e' puzza di zolfo (ovvero: aBiso e' il diavolo) Data: marted́ 20 aprile 1999 19.22 Recenti studi del CID (Centro Italiano Demonologia) hanno chiarito senza ombra di dubbio alcuni aspetti della personalita' bisiesca. Se si prendono in esame le lettere del nome ANTONIO BISO e si sommano i corrrispondenti valori numerici (ovviamente si usa l'usuale convenzione A=1, B=2, etc.) si ottiene il numero 133, ovvero: 1+14+20+15+14+9+15+2+9+19+15 = 133 Essendo il biso arbitro, ed essendo la professione arbitrale, (oltreche' sintomo di cornutezza caprina, e quindi diabolica) come tutti sanno associata al numero trenta nella Kabbalah, (cfr. "Kabbalah" traduzione araba a cura di Ali' ibn-Rashid, Medina, anno 1023 ab heijra), e utilizzando la sottrazione secondo l'uso che ne fa l'abate Tritemio: 133-30=103 Dividendo il numero 103 cosi' ottenuto per il numero della bestia 666, otteniamo 103/666 = 0,1546546546546546546... in cui 546 sono le cifre del periodo. Ora, risostituendo a queste cifre le corrispettive lettere dell'alfabeto, otteniamo l'acrostico EDF, ovvero, Exorcismus Diabolus Fugit (il diavolo fugge l'esorcismo), come sottolinea il vecchio Athanasius Kircher. Quindi, e' evidente che aBiso e' Satana sotto mentite, ancorche' ingombranti, spoglie. Inoltre, come e' evidente nell'acrostico nascosto nel suo nome, trattasi di diavolo anomalo (quale altro diavolo non tromba?) e ciononostante pericolosissimo. C'e' un esorcista in sala? -- Riccardo Campana riccardo.campana@flashnet.it "Chi non conosce la verita' e' uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, e' un delinquente." B. Brecht, Vita di Galileo.