Da: Rick Sabbadini Oggetto: RICKEIDE (3) Data: domenica 19 luglio 1998 20.47 RICKEIDE: 3za puntata Riassunto delle puntate precedenti: Il gregge di Luther viene disturbato nottetempo da una misteriosa creatura. In paese si discute dell’accaduto, fino a quando Cap non ha un incontro ravvicinato con essa. Cap irruppe in paese correndo come un pazzo: se quel giorno i cronometristi della Festina, invece di pensare a come dopare i suoi atleti in gara e i tempi dei corridori medesimi fossero stati lì presenti, avrebbero potuto registrare il nuovo record mondiale sulla distanza dei 4000 m siepi. Ma non poteva essere così, anche perché il Cap venne fermato molto prima da un gruppo di persone travolto nella foga. “Cap, ma che ti è preso, sei impazzito, per caso?” gli disse Pablo Levi, scrollandolo. “Ho visto cose… Ho visto cose che voi paesani non potete immaginare: occhi rossi baluginare nell’oscurità, aliti pestilenziali fulminare le piccole creature del bosco. E tutto questo…” “…andrà perduto, come lacrime nella pioggia… Ma che ti sei fumato, stamattina?” fece il Rick “Niente, niente vi dico!! Quello che ho visto è spaventoso!!” “Bum!!” fece in coro il gruppetto. “Quegli occhi rossi, vi dico, non erano umani!!” “Esagerato. Comunque adesso siediti qui che vado a cercare un dottore: poi ci racconterai tutto di nuovo, e anche di quel cammello che moriva di profilo, se ti andrà” concluse il Giudice Biso, ammiccando verso il gruppo di amici. Il caldo sole brillava già alto nel cielo: dai monti vicini, là dove la Foresta lasciava spazio prima a una prateria, poi ai ghiacci eterni, iniziava a scendere una fresca brezza. Lassù, vicino alle rive di un torrente, pascolava il gregge di Luther che, solo su quegli alti e solitarii pascoli, iniziava a contemplare la forza e precisione delle sue mani. Dopo aver incolonnato alcuni sassi su una roccia, Luther si divertiva a colpirla lanciandone altri dalle più disparate distanze. Nel suo piccolo era diventato anche molto bravo, anche se i risultati divenivano più eccellenti quando la distanza da cui partiva il tiro si riduceva a poche decine di centimetri. Dalla sacca che aveva posato all’ombra di un masso, iniziando a sentire un certo langurino, prelevò un formaggio di latte di pecora, che accompagnò da una fresca pagnotta, innaffiando il tutto con un bel fiasco di vino. Poi, prima di concedersi un meritato riposo, lasciandosi cullare dall’ipnotico scampanellio del suo gregge, prese lo zufolo e intonò una nenia che ricordava vagamente rondò veneziano, con continue citazioni di Queen, Pink Floyd, Dire Straits e Jovanotti. Le marmotte e i falchi, incantati, interrompevano in quelle occasioni la loro eterna lotta per la vita e se ne restavano fermi, in estasiato ascolto. Ma quelle note avevano avuto anche l’effetto di guidare l’oscura presenza che si era insediata nella foresta fino ai bordi estremi del bosco. Da lì osservava e meditava truci abominii. La Creatura attese che Luther si fosse addormentato, ignaro di quanto stava per accadere; quindi fulminea si avventò sulla sacca lasciata incustodita e rubò quanto il giovane pastore aveva serbato per il resto della giornata. Quindi per pareggiare il peso mancante, presi dei sassi, ne mise alcuni all’interno. Intanto il Biso, pur trovando Dottori (ma in Geologia e Scienze Matematiche) si vide costretto a rivolgersi ad un’infermiera che, una volta soccorso il malcapitato con un paio di iniezioni di sedativi, raccomandò a tutti di lasciarlo riposare. Rick, accorso anch’egli appresso allo sventurato amico, lanciò uno sguardo innamorato a quella ragazza dai lunghi capelli neri, dagli occhi profondi come il mare e dalle labbra di pesca, ma ne ricevette in cambio solo un’occhiata disinteressata e glaciale. Rick mise quindi un’altra carta nel suo mazzo esclusivamente composto da 2 di picche. Silvia chiuse il libro di teoria e ripensò alle assurde domande che la Motorizzazione era solita porre nei quiz. Recentemente le era capitato di leggere una domanda del genere: -“Sapendo che il coefficiente di attrito dell’asfalto bagnato è minore di quello asciutto: - Gallina vecchia fa buon brodo (V/F) - Tira più un pel di pota che cent cavai che i trota (V/F) - Il Titanic affondò il 14/04/1912 alle ore 23:40 (V/F) Poi, spenta la radio, scese la scala che dal piano superiore dove stava la sua cameretta portava al soggiorno; entrò in cucina e aprì la porta del frigorifero, dal quale estrasse il cartoccio del latte, versandosene un bicchiere. La fresca e candida bevanda imperlò le superfici del cilindrico contenitore. “Veramente dissetante” pensò la ragazza dopo averlo bevuto; quindi, posato il bicchiere nel lavandino, si avviò verso l’uscio di casa. Su un post-it che appicicò sulla parete della porta che dava verso l’interno della casa, scrisse nella sua bella calligrafia: “Sono andata dalla signora Crepapelle. S.. Terminato ciò, uscì. Andrea Menego, chiuso nel suo polveroso laboratorio, era talmente assorto nella lettura di un antico libro che quando si accorse che il campanile suonava mezzodì ne restò sorpreso. Precipitosamente riposto il volume al suo posto nella libreria, uscì di casa. Sulla costina del medesimo, in caratteri gotici, stava scritta una parola misteriosa: TROLL. (continua) -- Riccardo "Rick" Sabbadini ************************* E-mail: sabbadin@fileita.it - ICQ # 12960341 Home Page (in costruzione): www.tempolibero.com/user/sabbadin When that Fat Old Sun in the sky is falling Summer evening birds are calling