Da: Rick Sabbadini Oggetto: Rickeide (1) Data: giovedì 16 luglio 1998 22.06 Era un soleggiato pomeriggio di maggio. Nella campagna toscana troviamo un luogo fuori dal tempo, dove tutto sembra essersi fermato: Tutti conoscono tutti, si vive in allegria. Talvolta si litiga, ma bonariamente; poteva capitare di mandarsi a quel paese vicino ("Fuckia"), ma tutto passava in fretta e presto si andava a bere dell'acquavite in compagnia. Vicino al villaggio c'era una foresta, forse troppo vicina al villaggio, che nascondeva nel suo intricato intreccio di rami, fuscelli e rampicanti un pericolo incombente su tutta la popolazione della tranquilla cittadina della campagna toscana. Una gentil donna, Laura DeQuarta, veniva alla campagna con la sua cesta di panni appena lavati al vicino torrentello, quando all'improvviso sentì un belare dapprima lontano, appena percettibile, poi sempre più intenso. "Dev'essere Luther" pensò la donna "sempre a far tardi. Sono già le otto del mattino e ancora deve portare il gregge al pascolo!" "Ehila, Laura!" disse finalmente il giovane pastore, vedendo la donna. "Come va, mio bel pastorello?" "Non so, stanotte il gregge mi pareva inquieto: pensa che la Nera non mi ha fatto il latte, oggi... Devono aver sentito qualcosa qui intorno" "Mah, speriamo che non sia nulla di importante, eh?" "Già... Adesso devo andare che sono pure in ritardo" In paese intanto il giudice Biso stava sorbendosi un cappuccino in compagnia di Riccardo il campanaro, e amichevolmente discutevano di una cena mancata e di un viaggio fallito, o qualcosa del genere, quando si avvicina a loro Messer Peppe di Norvegia, un raccoglitore di cozze che si era arricchito vendendo cozze nostrane a quei buongustai dell'Università di Oslo, per la loro scarna collezione di conchiglie. "Buongiorno, amici! Cosa si dice?" "Pare che il gregge di Luther stanotte sia rimasto inquieto, hanno belato in continuazione tutta notte..." "Davvero? Chissà, forse hanno sentito qualcosa aggirarsi intorno all'ovile" "Sì, il solito ladro! Ma se lo acchiappo gli faccio passare la voglia! Tre giornate gli faccio avere! Tre giornate.. cioè anni, volevo dire anni!!" sbottò il Giudice Biso. "Ma prima dovrai arrestarlo, eh?" "Ricca', sempre a mettere i puntini sulle "i", eh?" Nella sua piccola casetta granata, un altro Riccardo, terminata di accendere una candela sotto l'immagine della Squadra, stava contemplando la sua collezione di due di picche. Un suono, fuori in giardino, come di chitarra gitana, attirò la sua attenzione. "Ma chi cazz'è che rompe?" "Oh, ciao Rick...Sono io, Stefano!!" "Ah, Ste', scusa... Adesso vengo fuori..." "Mi vuoi menare? Ma perchè, scusa... Vabbè, forse ti ho svegliato, ma non mi sembra il caso." "Mannò, che hai capito. Volevo suonare anch'io con te la chitarra..." "No, guarda. Non è il caso... E poi, ormai ho finito, devo andare" "Ma se hai appena cominciato" "Lo so, scusa... E' che si è fatto tardi, ciao" -"Boh", pensò Rick "ogni volta che mi propongo di suonare, la stessa storia: se ne vanno tutti..." Simone il parroco usciva col suo breviario in mano dal Convento, pensando odi inni e gloria alla foca, suo animale preferito. Soleva dire "W la foca, che Dio la benedoca", vantandosi della pessima rima. Incociò Laura, che entrava in paese. "Buondì Laura" "Buongiorno, già di buon mattino si passeggia, eh?" "Eh, sì... Alla mia età la notte non si dorme, o almeno si dorme poco... Comunque sia quel poco che ho dormito devo averlo fatto male, ho infatti la mano indolenzita" "Sarà un crampo" "Già..." (continua) -- Riccardo "Rick" Sabbadini ************************* E-mail: sabbadin@fileita.it - ICQ # 12960341 Home Page (in costruzione): www.tempolibero.com/user/sabbadin When that Fat Old Sun in the sky is falling Summer evening birds are calling