Da: Piero Giorgi Oggetto: KKSIA - L'arrivo negli USA Data: marted́ 22 settembre 1998 23.48 Ok! 22 Settembre 1994 Il grande giorno e' arrivato! Si parte per cercar fortuna in America! Dato che, grazie a "Mani Pulite" la ditta dove lavoravo in Italia ha ridotto il personale ad una frazione di quel che era prima, e che io ero fra i "Ridotti", mi son trovato su di una strada a fine Luglio '94. Ora, una strada e' una strada, che sia in Italia o in America sempre strada resta, quindi tanto vale provare. Saliamo sull'aereo e, dopo circa 14 ore, si scende a San Francisco. A casa dello zio per qualche giorno e poi ci si trova un piccolo appartamento... un posto grazioso, con il pavimento di legno (niente moquette!!!) lucido e una grande sala (circa 40mq di sala su 80 di appartamento) con una vertata che da sul giardino. Bello, lo prendiamo. Nessun problema, 800 dollari al mese, 3 mesi anticipati e abbiamo le chiavi in mano meno di due ore dopo l'inizio della pratica. Ora comincia il lavoro di sistemazione. Come descritto anche da Peppe Severgnini in "Un Italiano In America"... Posto di combattimento stabilito al Wendy's Diner di Serramonte Shopping Center, armi: Un Bloc-Notes, una penna, un elenco del telefono, una tascata di monetine da un quarto di dollaro, un discreto ottimismo e due taniche di un liquido nerastro chiamato caffe'. Dato che in America si puo' far tutto per telefono, la prima cosa da procurarsi e' un telefono... Telefonata alla Pacific-Bell (la SIP-Telecom locale) e in meno di dieci minuti l'impiegata mi fa scegliere un numero tra nove possibili scelte, informandomi che sara' attivato entro due ore, bastera' collegare il telefono alla presa e "Everything all-right". Bene, questa e' fatta, niente code, implorazioni, suppliche o altre cazzate per avere il telefono come in Italia. Rinfrancati da questo successo, telefoniamo alla AT&T, per avere anche il servizio a lunga distanza (per l'Italia, per intenderci), anche qua, meno di dieci minuti, scelta del contratto a cui partecipare (28 cents al minuto per parlare con chiunque in Italia a qualsiasi ora) e fatto. A questo punto, abituati alla burocrazia Italiana, ci sentiamo come due toreri che devono affrontare un coniglietto e chiamiamo la Viacom (tv via cavo), altri dieci minuti e via! Il problema arriva con il noleggio dei mobili (si, i primi sei mesi siamo stati coi mobili a noleggio); siamo dovuti andare di persona nel negozio e, dopo la scelta dei mobili, abbiamo fatto conoscenza con la prima, vera, "Segretaria" americana: Una tipa grassa (ma GRASSA!!!) con i capelli biondo spento (!) e al suo secondo giorno di lavoro. Siamo usciti dal negozio dopo circa tre ore, distrutti e convinti che, se quella era una segretaria, noi eravamo Stanlio e Ollio. Comunque tutto bene... la casa e' arredata, c'e' il telefono, c'e' la TV, il frigo (enorme) e' compreso nell'affitto (come tutta la cucina), la biancheria l'abbiamo avuta in prestito dagli zii, quindi resta solo da far la spesa, ma questa e' un'altra storia e ve la racconto un'altra volta. Ciao, Pipol! Piero